Ci sono posti che conosci prima ancora di capire cosa siano.

Bacu sa Figu l’ho percorso per la prima volta a piedi, da ragazzo, seguendo il bordo della forra. Guardavo giù e avevo paura. Anni dopo sono sceso dentro con una corda. Poi con i clienti. Poi con i figli dei clienti.

L’Ogliastra ha almeno trenta canyon percorribili. Sono nato e cresciuto a Talana — un paese di mille abitanti a 700 metri sul livello del mare, nel cuore dell’Ogliastra — e nel tempo ho costruito relazioni con le persone, i luoghi e le comunità di ogni comune in cui lavoro: Baunei, Urzulei, Villagrande Strisaili, Gairo, Arzana. Non sono arrivato qui per la stagione. Questa è casa mia, e i canyon che descrivo in questa guida sono quelli che sento miei: per conoscenza diretta, per frequentazione continua, e perché ognuno racconta una parte di questo territorio che nessuna cartina può restituire davvero.


1. Bacu sa Figu — Talana

Difficoltà: media-alta · Età minima: 14 anni (versione light: 12 anni)
Durata: 6–8 ore (integrale) · Quota ingresso: 740 m s.l.m. · Dislivello: 520 m
Numero calate: 14 · Verticale max: 37 m · Stagione consigliata: marzo–maggio

Questo è il canyon del mio paese.

Il Catasto AIC — la banca dati ufficiale dell’Associazione Italiana Canyoning — lo scheda con 3.000 metri di sviluppo, 14 calate obbligatorie, 520 metri di dislivello tra ingresso e uscita e una verticale massima di 37 metri. È una delle forre più complete della Sardegna. Il Ministero della Cultura cataloga la roccia come “porfidi e filladi, tipici del Gennargentu” — granito porfirico con sfumature rosa, lo stesso che vedete nei ciottoli delle piscine naturali. SardegnaTurismo la descrive come “una delle forre più selvagge della Sardegna”.

Ma le classificazioni non raccontano cosa succede quando entri dentro.

La vegetazione che cresce abbarbicata sulle pareti è lecci, corbezzoli e ginepri. In certi tratti le pareti si avvicinano fino a ottanta centimetri e la luce arriva solo dall’alto, filtrata dal bosco. Gli armi sono stati risistemati nel 2015 dal progetto ProCanyon dell’AIC. L’acqua scorre abbondante fino a maggio inoltrato, a volte fino a metà giugno, dipende dalla piovosità invernale.

Ho portato qui persone da tutta Europa. Ho impiegato anni a conoscere ogni tratto di questa forra — non come guida che ha imparato un percorso, ma come ogliastrino che è cresciuto sopra di essa. Questa differenza si sente quando si è dentro.

La versione light percorre solo la prima o la seconda sezione: accessibile dai 12 anni, già sufficiente per capire cos’è una forra vera. La versione integrale richiede esperienza pregressa e impegno fisico elevato.


2. Bau Mela — Villagrande Strisaili

Difficoltà: facile · Età minima: 8 anni · Quota: ~850-915 m s.l.m.
Durata: mezza giornata · Adatto a famiglie: sì · Prezzo: €75

Se Bacu sa Figu è il canyon dell’esperienza, Bau Mela è il canyon del ricordo.

SardegnaTurismo descrive le piscine naturali di Bau Mela come un’oasi “dove la corrente dell’omonimo corso d’acqua ha scavato e modellato il granito, attraverso due cascatelle in rapida successione che generano una serie di salti e laghetti”. Il torrente scende dalle alte cime del Gennargentu attraverso un bosco di querce ai confini tra le Barbagie — un paesaggio che cambia carattere a ogni stagione.

C’è però qualcosa che nessuna scheda tecnica riesce a trasmettere su Bau Mela: il peso affettivo che ha per gli ogliastrini. Nelle vicinanze si trova la colonia diocesana “Regina Apostolorum”, e i campi estivi trascorsi lì sono nei ricordi d’infanzia di intere generazioni della zona. Lo so perché sono uno di quelli. Quando porto un cliente a Bau Mela, non sto solo conducendo un’escursione — sto aprendo un posto che ha significato prima ancora di diventare un prodotto turistico.

Sul piano tecnico è il canyon più accessibile del catalogo: tuffi in pozze cristalline, brevi discese in corda, nessun tratto che richieda esperienza pregressa. Adatto dagli 8 anni, perfetto per famiglie, per chi non ha mai fatto canyoning, per chi vuole capire di cosa si tratta senza pressione.

È anche il canyon dell’estate: si porta qui chi arriva ad agosto, chi ha bambini piccoli, chi ha paura delle altezze ma vuole lo stesso entrare in acqua in un posto che non dimenticherà.


3. Grotta Donini — Supramonte di Urzulei

Difficoltà: elevata · Età minima: su valutazione · Durata: 5–6 ore
Calata finale: 50 m in uscita dalla grotta
Caratteristica unica: canyon interamente sotterraneo

Non è un canyoning. È qualcos’altro.

La Grotta Donini si trova nel Supramonte di Urzulei — un comune che confina con il territorio di Talana a est, e dove lavoro da anni con relazioni costruite sui banchi delle scuole medie. Tecnicamente è una grotta, ma siccome i soffitti sono altissimi e la conformazione non richiede tecniche di risalita speleologica, si percorre interamente con attrezzatura da canyoning. All’interno si alternano laghetti sotterranei, corridoi allagati e conformazioni rocciose che il calcare ha costruito nel corso di millenni. La calata finale, in uscita dalla grotta, è una verticale di 50 metri: passi dal buio quasi totale alla luce del Supramonte in pochi secondi.

Questa esperienza non la vendo solo agli esperti. La vendo a tutti quelli che la vogliono vivere davvero.

Alla parte tecnica ci penso io.

Quando valuto la Grotta Donini come “difficoltà elevata” lo faccio perché sommo diversi elementi di disturbo che si presentano contemporaneamente: il buio sotterraneo, l’acqua fredda, le calate alte. Insieme costruiscono un ambiente che mette pressione. Ma se li analizzi uno per uno, ogni singolo elemento è gestibile. Il buio si affronta con la frontale e con la testa. L’acqua fredda si gestisce con la muta giusta. Le calate alte le gestisco io — sono lì con te, scelgo l’armo, do le istruzioni, aspetto in fondo.

Quindi se è la tua prima esperienza ma senti di essere pronto — se hai voglia di qualcosa che vai a raccontare agli altri e non sai ancora come descriverlo — io ti ci porto.

Quello che non porto è l’imprudenza. Non porto chi vuole fare il coraggioso a tutti i costi, chi non sa ascoltare, chi pensa che la difficoltà sia un modo per dimostrarsi qualcosa agli altri. La Grotta Donini richiede presenza mentale e fiducia nel lavoro di squadra. Se hai quello, il resto lo costruiamo insieme dentro.

Canyoning in Ogliastra: i 5 canyon più belli
Canyoning in Ogliastra: i 5 canyon più belli

4. Codula Orbisi — Supramonte di Urzulei

Difficoltà: medio-alta · Età minima: 12 anni (versione light) · Quota ingresso: 750 m s.l.m.
Durata: 7–9 ore (integrale) · Accesso: fuoristrada obbligatorio
Monumento naturale incluso: Pischina Urthaddala

Il Ministero della Cultura descrive la Codula Orbisi come “un canyon profondo e ricco di sfaccettature, scavato nel corso di milioni di anni nelle grigie rocce di calcare del Supramonte di Urzulei”. È una descrizione geologicamente precisa. Ma non dice nulla di come ci si arriva né di cosa succede nel finale.

L’avvicinamento richiede un fuoristrada: si parte dal Passo di Genna Croce, si scende su sterrata fino a Sedda Ar Baccas — la “valle delle vacche” in italiano — e da lì si entra nel letto del torrente in pochi minuti. Quella sterrata la conosco in ogni stagione. So dove fermarsi a guardare prima ancora di iniziare a scendere.

A metà percorso si trova la Pischina Urthaddala, monumento naturale certificato: una piscina che si raggiunge con una calata a strapiombo. Nel finale il canyon porta alla Grotta dei Colombi, un ambiente carsico a metà tra grotta e canyon. Al termine si raggiunge Sa Giuntura, dove il torrente confluisce nel Rio Flumineddu. Da lì, in lontananza, si intuisce la gola di Gorropu. Nel Supramonte tutto è connesso — e per capire quella connessione bisogna aver percorso questi posti abbastanza volte da smettere di stupirsi della singola cascata e cominciare a vedere il sistema.

La versione integrale richiede tecnica medio-alta e impegno fisico elevato. La versione light è accessibile dai 12 anni.


5. Riu Sarcerei — Gairo

Difficoltà: medio-bassa · Età minima: 12 anni · Quota ingresso: 825 m s.l.m. · Quota uscita: 550 m
Sviluppo: 2 km · Verticale max: 57–60 m · Stagione: novembre–aprile

Michele Angileri, uno dei torrentisti più rispettati in Italia, schedava il Sarcerei con una definizione diretta: “una gola alpina nel cuore della Sardegna”. È la descrizione giusta. Quando sei dentro, non ti sembra di essere su un’isola del Mediterraneo — le pareti sono alte, scabre, e il paesaggio ha una verticalità che sorprende anche chi è abituato ai canyon.

Gairo è in Bassa Ogliastra. È uno dei comuni dove ho costruito relazioni nel tempo — so come cambia il torrente tra le stagioni, so a chi chiedere le condizioni prima di portare un gruppo. I tacchi calcarei che incorniciano la vallata dall’esterno sono le formazioni geologiche più caratteristiche dell’Ogliastra meridionale: altopiani isolati che si alzano improvvisamente come torri, coperti di bosco fino alla cima. Quando sei dentro il canyon non li vedi più. Vedi solo le pareti, l’acqua e una striscia di cielo in cima.

La verticale massima raggiunge i 57–60 metri, ma la difficoltà complessiva è medio-bassa: la maggior parte delle calate è breve, le piscine sono limpide e profonde, e il canyon esprime il meglio in stagione fredda, quando i flussi invernali sono abbondanti. È il posto giusto per chi è in Ogliastra tra novembre e giugno e vuole vivere qualcosa che la stagione alta non offre.

È il canyon meno conosciuto di questa lista. Quello che non finisce sulle cartoline. Per me, questo è un pregio.

Canyoning in Ogliastra: i 5 canyon più belli
Canyoning in Ogliastra: i 5 canyon più belli

Quale scegliere — una guida pratica

Prima volta, famiglie con bambini dagli 8 anni → Bau Mela. Accessibile, emozionante, estivo. Zero pressione.

Prima volta, ragazzi dai 12 anni o adulti senza esperienza → Bacu sa Figu in versione light, oppure Bau Mela.

Esperienza pregressa, cercate qualcosa di completo → Bacu sa Figu integrale o Codula Orbisi integrale.

Avete già fatto canyoning e volete qualcosa che non esiste altrove → Grotta Donini. Senza riserve.

Siete in Ogliastra tra novembre e giugno → Riu Sarcerei. È la stagione giusta per questo canyon.


Tutte le uscite si fanno con guida. Non perché siano impossibili in autonomia con la preparazione adatta — ma perché conoscere questi posti dall’interno, sapere dove si cambia ritmo, cosa si vede al ritorno, come si leggono le condizioni del giorno, fa la differenza tra un’escursione e un’esperienza.

Sono nato a Talana. Sono cresciuto sopra queste forre. Ho costruito relazioni con ogni comune ogliastrino dove lavoro. È per questo che continuo a portarci le persone — e per questo che ognuno di questi canyon, per me, è qualcosa di più di un percorso tecnico.


Hai domande su quale canyon è più adatto a te o al tuo gruppo? Scrivimi su WhatsApp al 348 9137415 o per email a info25miglia@gmail.com. Rispondo entro 24 ore.

Pubblicato il 15 Aprile 2026 da admin25migliait

Tags:

Condividi questo contenuto

PRONTO PER LA PROSSIMA AVVENTURA?

Scopri le nostre escursioni guidate tra i paesaggi più belli dell'Ogliastra. Posti limitati, assicurati il tuo!